Congresso
 SI.N.A.G.ECO
27 febbraio 2026

  Centro Congressi Roma Eventi - Fontana di Trevi
   Piazza della Pilotta, 4 - Roma 
Ore 9.00 – 18.00   PRESIDIO DI LEGALITÀ
NELL’INTERESSE DELLA COLLETTIVITÀ
L’AMMINISTRATORE GIUDIZIARIO GUARDA AL FUTURO,
SENZA DIMENTICARE IL PASSATO

Snodo strategico o criticità del sistema dei sequestri?

Presentazione

L’amministrazione giudiziaria dei beni sequestrati e confiscati si configura oggi come uno dei più rilevanti presìdi di legalità a tutela dell’interesse della collettività, collocandosi in una posizione di snodo tra l’azione di prevenzione antimafia, l’esercizio della funzione giurisdizionale e le dinamiche dell’economia reale.  Attraverso l’intervento sui patrimoni illeciti, il sistema delle misure di prevenzione patrimoniale mira non solo a sottrarre risorse alla criminalità organizzata, ma anche a restituire valore economico e sociale ai territori, rafforzando la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. In questo contesto, l’amministratore giudiziario assume un ruolo centrale e altamente qualificato: egli è chiamato a operare in un quadro normativo complesso e in continua evoluzione, garantendo la conservazione, la gestione efficiente e la destinazione dei beni, nel rispetto dei principi di legalità, trasparenza, imparzialità e buon andamento dell’azione amministrativa. Si sottolinea come tale funzione non si esaurisca in una mera attività tecnica, ma si traduca in una responsabilità pubblica che incide direttamente sull’efficacia delle misure di prevenzione e sulla tutela dei diritti di tutti i soggetti coinvolti. Il I Congresso Nazionale SI.N.A.G.ECO intende offrire un momento di confronto qualificato e interdisciplinare sul ruolo dell’amministratore giudiziario, chiamato oggi a guardare al futuro senza dimenticare il passato, facendo tesoro delle criticità emerse negli anni e delle esperienze maturate sul campo. Il dibattito congressuale si propone di analizzare le principali problematiche operative, le crescenti responsabilità professionali e le nuove prospettive di sistema, anche alla luce del rafforzamento del dialogo istituzionale con l’Autorità giudiziaria e con l’ANBSC. Si sottolinea, in particolare, come la funzione dell’amministratore giudiziario rappresenti uno snodo strategico per l’effettività delle misure di prevenzione patrimoniale, per l’equilibrio tra esigenze di sicurezza e garanzie dei diritti fondamentali, nonché per la valorizzazione economica e sociale dei beni sequestrati e confiscati nell’interesse della collettività. In tale prospettiva, l’amministrazione giudiziaria diviene strumento essenziale di legalità sostanziale, capace di trasformare l’azione repressiva in un’opportunità di sviluppo, coesione sociale e riaffermazione dello Stato di diritto. I più recenti fatti di cronaca, che vedono con crescente frequenza giovani e giovanissimi coinvolti in episodi di violenza, illegalità e profonda disgregazione sociale, impongono una riflessione che vada oltre la dimensione emergenziale e repressiva. La legalità non può essere ridotta a mero esito dell’intervento giudiziario, né confinata a una risposta ex post dello Stato, ma deve essere riconosciuta come valore fondante, da interiorizzare, coltivare e trasmettere, soprattutto alle nuove generazioni. In tale prospettiva, l’amministrazione giudiziaria assume anche una rilevante funzione simbolica ed educativa, in quanto espressione concreta della capacità dell’ordinamento di trasformare l’illegalità in occasioni di riscatto sociale, lavoro regolare, inclusione e sviluppo dei territori. Si sottolinea, dunque, come l’amministrazione giudiziaria divenga strumento essenziale di legalità sostanziale, capace di convertire l’azione repressiva in un percorso di educazione civica e responsabilità collettiva, promuovendo sviluppo sostenibile e coesione sociale e riaffermando il valore della memoria, il rispetto delle regole e la centralità dello Stato di diritto quali patrimoni comuni da trasmettere alle generazioni future.